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Agosto 2005 - Il 9 agosto scorso,
nell’ufficio del Sindaco presso il Palazzo
Comunale di Pantelleria, si è concluso l’accordo
interprofessionale sul prezzo che andrà
praticato alle uve della imminente vendemmia:
evento interessante ed importante per il settore
vitivinicolo dell’isola. Il merito dell'accordo
va ripartito tra la CIA (Confederazione Italiana
Agricoltori) Provinciale, che con zelo ed
interesse annualmente ripete quest’appuntamento
sin dal 1994; il Consorzio Volontario per la
Tutela e la Valorizzazione dei Vini a DOC
dell’Isola di Pantelleria, che, oltre a essere
l’unico in Italia che collabora annualmente al
predetto “Accordo Interprofessionale” sui prezzi
delle uve, ha avviato da tempo una
programmazione delle proprie attività
promozionali per il rilancio complessivo della
viti-vinicoltura pantesca, riservando fra
l’altro una particolare attenzione alle famiglie
contadine, cui saranno dedicati alcuni strumenti
di recupero delle proprie radici e di rinascita
delle tradizioni rurali.; e, non ultimo, il
Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele,
che nel fare gli onori di casa ha auspicato
l'impegno di tutti i soggetti interessati nella
filiera vitivinicola affinchè non venga disperso
il patrimonio economico-socio-ambientale
costituito dai vigneti di Pantelleria, non solo
scongiurandone l'estinzione, ma soprattutto
valorizzando le produzioni locali al fine di
promuoverne la straordinaria tipicità.
Dall’accordo
realizzato risulta un lieve ritocco alle
principali tipologie di uve, un obiettivo con il
quale si vuole incoraggiare gli interessati, e
incentivarli a produrre badando soprattutto alla
qualità delle uve. A tal riguardo è giusto
ricordare che i prezzi per le stesse uve in
Pantelleria, negli anni 1992 e giù di lì,
oscillavano tra le 25 e le 30.000 lire del
vecchio conio. Con gli incrementi riconosciuti
ed apportati anno dopo anno, oggi le uve
pantesche hanno raggiunto quotazioni di ben 75 €
per le DOC, e di 90 € se confezionate e
consegnate in cantina in cassette, vale a dire
dalle 150 alle 180.000 lire del vecchio conio.
Ma la amara
realtà dei viticultori del Trapanese e del
Marsalese è che, ancora oggi, per le loro uve
(speciali, DOC e non) incasseranno dai 12 ai 20
€ a q.le. La vendemmia 2005, sino ad oggi si
presenta discreta. La produzione non è
abbondante, ma, se non capita alcun accidente di
natura meteorologica e/o parassitaria, può
essere considerata sufficiente e di discreta
qualità. Il vigneto, alla pari di qualsiasi
altro essere vivente, ha bisogno di essere
tecnicamente tenuto sotto osservazione, curato e
difeso adeguatamente. Ma, certamente, il
viticultore attento e professionalmente
preparato, si informa, attua le buone norme, e
viene ripagato dalla qualità delle sue uve, per
le quali è riconosciuto e prediletto dagli
acquirenti finali, divenendo un prezioso
collaboratore per la valorizzazione dei nostri
prodotti tipici. Al contrario, chi fa il
viticultore a “tempo perso”, magari perché
impegnato in tutt’altri impegni, non può
pretendere quei meriti, e le sue uve
difficilmente potranno rasentare i crismi della
buona qualità. Quest’anno, comunque, osservando
l'attuale stato di fatto, si può dire che Madre
Natura è stata abbastanza generosa, per cui le
uve pantesche raramente presentano inconvenienti
pregiudizievoli. Ricordiamoci infine che i
viticultori, a partire da questa vendemmia, sono
investiti dalle pesanti ristrettezze delle nuove
norme sanitarie in materia già entrate in
vigore; e che pertanto da parte delle aziende
vinificatrici andrà tassativamente presa in
considerazione la qualità delle uve che verrà
loro fornita.
NB - vai al
resoconto dell'incontro
del 9/8/05
(foto da
www.pantelleriadoc.it/pantelleria/pantelleria.htm
e
www.pantelleria.viaggi_webnet.biz) |