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Così si presentava alle
prime luci dell'alba lo yacht "Morea",
battente bandiera maltese,
incagliatosi durante la
notte del 13 Aprile u.s. sulla secca di P.ta San
Leonardo, nel tentativo di uscire dal porto di
Pantelleria per riprendere la sua navigazione nel
Canale di Sicilia. |
14 Aprile 2004 - E' il terzo
incidente in pochi mesi all'imboccatura del Porto di Pantelleria,
un porto che si avvia a conquistare così un triste primato nella sicurezza
di chi va per mare. E il bello è che il primo incidente non capitò ad uno
sprovveduto turista nautico, ma proprio ad una motovedetta della
Guardia Costiera di Pantelleria. Un incidente che già da solo avrebbe
dovuto mettere sull'avviso le autorità competenti, sollecitandole a
prendere i dovuti provvedimenti, ad individuare le possibili cause, e fare
quanto possibile per scongiurare che se ne potessero verificare altri.
Invece nulla di ciò è accaduto. Anzi quel primo incidente passò sotto il
più assoluto silenzio. Nessun organo di stampa, locale o nazionale che
sia, ne diede notizia. Solo quando nello scorso Febbraio si verificò
l'episodio del "Davide", il peschereccio di Mazara del
Vallo che tanto scalpore |
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suscitò per il dramma personale del
capitano che arrivò ad incatenarsi al suo natante semiaffondato invocando
comprensione e assistenza per la disgrazia subita, qualcuno si decise a
riferire del cozzo subito appena qualche settimana prima anche dal mezzo
della Guardia Costiera contro il grosso galleggiante metallico, che, privo
di qualunque segnalazione particolare, indicava con la sua nuda presenza
all'imboccatura del porto la secca di San Leonardo ... Non ci
voleva molto a quel punto prevedere che prima o poi, in attesa che
venissero eseguiti i programmati e discussi lavori di ripristino del
bacino portuale di Pantelleria (ancora in alto mare nel vero senso
della parola...), altri incidenti si sarebbero verificati. E, diciamolo
pure, altri ancora certamente si verificheranno in futuro, se
continueranno a mancare le dovute segnalazioni, in special modo quelle
luminose notturne.
Dell'ultimo incidente capitato due
notti or sono al panfilo battente bandiera maltese "Morea", andato
ad incagliarsi contro la secca di P.ta S.Leonardo in uscita dal
porto di Pantelleria, pochi organi di stampa hanno riferito.
Hanno preferito piuttosto parlare dei soliti collegamenti interrotti per il maltempo
con Pantelleria e le Pelagie. Uniche eccezioni, almeno
finora, il notiziario on line "Stretto" di ieri e i due
quotidiani "La Sicilia" e
"Giornale di Sicilia" di oggi. Questo ultimo in particolare pubblica un
bel servizio firmato dal giornalista pantesco Salvatore Gabriele,
suddiviso in due parti: la prima in cronaca nazionale, la seconda nella
pagina della provincia. E' un servizio che molto bene illustra l'accaduto.
E, affichè il fatto resti documentato anche a monito di quanto può ancora accadere
se non si prenderanno i dovuti provvedimenti, con piacere lo riportiamo
integralmente qui a seguire, corredato anche da due belle foto scattate da
Francesco La Francesca, presidente della Confcommercio di
Pantelleria, che ben mostrano lo scenario dell'incidente. Foto che,
insieme ad una breve nota sull'accaduto, figurano anche sul sito web di quell'associazione.
A completamento di quanto riferito
dal citato servizio di Salvatore Gabriele, va ancora detto che la
mattina dopo l'incidente il Presidente del Comitato Pro Porto,
Dr. Antonio Casano, si è recato in ospedale per esprimere tutta la sua
solidarietà ai tre membri dell'equipaggio del "Morea". I tre
malcapitati, pare di nazionalita' svizzera, gli hanno fatto presente
(fungeva da interprete l'unica donna presente fra loro) che la carta
nautica in loro possesso prevedeva un porto completo di segnaletica
luminosa. Ma questo segnale luminoso, come tutti i panteschi ben sanno, da
tempo non è più funzionante, sostituito in pratica dall'insegna di un bar
del lungomare ad uso e consumo dei navigatori abituali dell'isola. Il che
è tutto dire !
Da "Il Giornale di Sicilia del 14/4/04
Faro spento a Pantelleria. Un'altra
barca finisce sugli scogli di Salvatore Gabriele
Tre turisti svizzeri a bordo di una
barca a vela di 15 metri, battente bandiera maltese, sono andati a
sbattere sulla secca di Punta San Leonardo a Pantelleria
mentre cercavano di entrare nel porto dell'isola. Venivano da Monastir
ed avevano deciso di fare una breve sosta a Pantelleria prima di
ripartire per Trapani. L'incidente è avvenuto subito dopo la
mezzanotte di martedì e le cause sono da imputare al fatto che nel porto
dell'isola è spento da sei mesi un fanale posto sulla diga foranea. I tre
turisti sono riusciti, arrampicandosi sugli scogli, a raggiungere la riva
e a farsi curare nel pronto soccorso del vicino ospedale Nagar.
Nello stesso posto l'otto febbraio scorso si era arenato il peschereccio
mazarese "Davide" e prima ancora, alla vigilia di Natale, era
andata a sbattere una motovedetta della Guardia Costiera.
Il nuovo incidente si è consumato a
mezzanotte e quaranta della notte tra lunedì e martedì. L'incidente ad una
barca di quindici metri battente bandiera maltese con a bordo tre turisti
svizzeri. Il luogo è sempre lo stesso, la secca di Punta San Leonardo
a Pantelleria, all'uscita del porto. La causa: mancanza di segnalamenti
sulla diga foranea da decenni in costruzione e mai terminata. Un incidente
annunciato prima da una motovedetta della Guardia Costiera che, nel
mese di gennaio andò a sbattere contro una meda provvisoria che sta in
mezzo all'imboccatura del porto come una mina vagante, e poi da un
peschereccio di Mazara del Vallo, il "Davide" che la sera
dell'otto febbraio andò ad arenarsi sulla secca davanti l'ospedale. Un
fanale che continua a rimanere spento, malgrado le numerose segnalazioni
alle autorità competenti fatti dall'Ufficio Circondariale Marittimo di
Pantelleria. Il problema è stato sollevato più volte al telefono dei
lettori.
La "Morea", così si chiama la
barca, stava entrando nel porto di Pantelleria. Proveniva da
Monastir. Era da poco passata la mezzanotte. E' buio. Quando si entra
in porto non si ha nessun punto di riferimento. Per i diportisti e per i
comandanti dei pescherecci e delle motovedette l'unica fonte di luce è un
bar di via Borgo Italia. Lo spazio tra la punta della diga foranea
e la meda è molto stretto. Si naviga alla cieca, le onde sommergono la
diga che sfugge al controllo anche dei radar. In un attimo il nuovo
incidente si è consumato. Un'onda ha spinto verso la scogliera la barca
che ha toccato gli scogli. Non c'è stato nulla da fare. La "Morea"
si incagliava e i tre turisti a bordo non riuscivano più a raddrizzarla.
Lottavano inutilmente contro il vento e le onde, poi decidevano di
lasciare l'imbarcazione. I tre, due uomini ed una donna, svizzeri
residenti a Berna, scendevano a piedi arrampicandosi sugli scogli e da
soli raggiungevano il pronto soccorso del vicino ospedale Bernardo
Nagar dove venivano tenuti in osservazione e curati dai sanitari per
qualche escoriazione.
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