23/2/04

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Sos ambientale a Pantelleria !!!

23/2/04 - Ancora un altro articolo appena pubblicato da "LA SICILIA" on line che riportiamo integralmente, sperando così di dare un modesto contributo alla diffusione delle argomentazioni in esso contenute, e alla soluzione di un problema che riveste molteplici aspetti, di carattere ambientale certamente, ma anche e soprattutto di carattere umano.

MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) - Minaccia gesti estremi che poi, fortunatamente, non commette. Urla, s'infuria e poi supplica. E' sull'orlo della disperazione Nicola Ingargiola, l'armatore del peschereccio «Davide» incagliato da 15 giorni, con 20 tonnellate di gasolio nella stiva, sugli scogli di Pantelleria dopo essersi inabissato per l' assenza di luci segnaletiche sulla banchina del porto.

«Nella zona - denuncia Ingargiola - si rischia il disastro ambientale, qualora si verificasse una fuoruscita di gasolio dalla stiva, ma io non ho i soldi necessari a provvedere al disincagliamento del natante». «Serve una cifra enorme, dai 400 ai 600 milioni delle vecchie lire; qualcuno mi aiuti - invoca - prima che sia troppo tardi». Nei giorni scorsi, l'armatore di Mazara del Vallo aveva intrapreso uno sciopero della fame, poi rientrato, e si era incatenato all'albero maestro del natante inabissato, per protestare contro l'inefficienza del sistema di illuminazione del porto di Pantelleria.

Bloccato nell' isola con la sua nave dallo scorso 8 febbraio, sostiene ora di avere le mani legate: «Annuncio proteste eclatanti che poi non metto in pratica - dice - perchè ho paura di perdere, oltre al futuro della mia famiglia, anche la mia dignità. Non voglio sentirmi dire che sono impazzito, non voglio infliggere anche questa sofferenza alla mia famiglia».

Tutti i famigliari di Ingargiola si sono riuniti a Pantelleria, da dove comunque non si muoveranno fino a quando non si saranno decise le sorti del «Davide». La vicenda è ora passata in mano al compartimento marittimo di Trapani, dopo la proroga di altri cinque giorni chiesta da Ingargiola per avere il tempo di tentare un'ultima volta di disincagliare la nave.

Due giorni fa, l'armatore aveva fatto deporre ai piedi della statua della Madonna, che si trova nella piazzetta di fronte l'ospedale Bernardo Nagar, due corone di fiori: una, perchè nel disastro del «Davide», fortunatamente, nessuno era rimasto ferito e l'altra per chiedere la grazia di una soluzione veloce. «Poi mi incatenerò alla statua della Madonna», aveva minacciato, ma anche questa volta ha desistito dal suo intento.

Neppure le interrogazioni parlamentari sollevate dal deputato Nicola Cristaldi e dal senatore Giuseppe Bongiorno hanno finora prodotto alcun esito. «Finirò con la mia barca - conclude Ingargiola - perchè non la lascerò andare a fondo da sola. Vorrei sapere soltanto perchè tutti aspettano che succeda il peggio, senza muovere un dito».

- Vai a : "Sotto la lente: il problema del porto" per l'archivio stampa di tutti gli articoli e le notizie pubblicate sull'argomento


Questa pagina è stata aggiornata il 21/04/04 Add Me! La tua guida turistica italiana
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