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Cari Soci,
non posso fare a meno di riferirvi la
sensazione di malessere provocata dalle contemporanee dimissioni del
Segretario Generale, del Presidente del Comitato Scientifico, e dei
Consiglieri Ferrandes e La Francesca, all’indomani della elezione
all’unanimità assunta dall’Assemblea dei Soci il 14 dicembre 2002.
La mia lettera datata 20 dicembre 2002, recapitata via internet ai Soci
dei quali conosceva l’indirizzo E-mail, è stata conseguente alle
motivazioni, che potevano anche risultare “offensive” per la mia persona,
dato che ancora non avevo agito in alcun modo e quindi non avevo
certamente avuto il tempo di porre in essere atti che ne rivelassero i
miei pravi intendimenti, e quindi atti da cui trarre motivi di dissenso o
che postulassero l’esigenza di distinguersi da me, come se fossi un
“indegno”. Ribadisco quindi il contenuto delle mie successive lettere,
sempre di reazione, delle quali i Soci titolari di postazione E-mail hanno
avuto piena e tempestiva conoscenza. La copia delle lettere è a
disposizione degli intervenuti.
Lo studio dello Statuto dell’Associazione mi ha ha
consentito di farmi una idea, naturalmente mia personale, circa la
necessità di promuovere una iniziativa volta a rendere lo Statuto quanto
più possibile agile e più adatto alle esigenze della Associazione. Tenuto
conto che l’Associazione è regolata dalle disposizioni di legge che
disciplinano le cosiddette “Onlus”, appare innanzi tutto essenziale che
venga abolita qualsiasi distinzione dei soci, così come necessario per la
vita stessa della Associazione affinché possa fruire delle agevolazioni
fiscali è la costituzione in seno ad essa del Collegio dei revisori dei
conti ed è altresì opportuno che si istituisca un organo che possa essere
chiamato a provvedere nel caso di controversie tra i soci o tra essi e
l’Associazione.
Ma guardando al “domani” è altresì urgente e necessario
per una radicale modifica dello Statuto, che a mio parere appare
“ingessato” ed appiattito sulla figura del Segretario Generale, il quale,
pur rispondendo al Consiglio Direttivo, di cui è parte, per i suoi atti
agisce come il più assoluto dei “tiranni”. Occorre, quindi, che si sposti
il baricentro dello Statuto verso l’Organo deliberante, che è il Consiglio
Direttivo, che deve costituire il “Centro di imputazione” delle attività
sociali. Naturalmente il Consiglio Direttivo può delegare al Segretario
Generale o ad uno del Consiglieri determinate potestà. Al Presidente che
ha la legale rappresentanza dell’Associazione, competono le usuali
prerogative, con facoltà, a sua volta, di delegarle in relazione alle
necessità dell’Associazione. Tenuto conto che buona parte dei Soci
risiedono fuori dall’Isola, sarebbe opportuno che per la elezione degli
Organi venisse previsto il voto per corrispondenza, da disciplinare
compiutamente.
E’ di conforto a queste osservazioni la lettura dello
Statuto dell’Associazione costituita per il Parco Marino di Chioggia, già
istituito con decreto ministeriale, che ha risolto molti dei problemi ora
sollevati. Desidero in ogni caso dare atto a tutti coloro che fino ad oggi
hanno svolto la loro opera per il promovimento della iniziativa, dei
lusinghieri risultati raggiunti, sia con la sensibilizzazione delle
Autorità Comunale che si è avvalsa fino a poco tempo fa della prestigiosa
presenza del Sindaco, al quale è stata conferita la presidenza,
indegnamente oggi assunta da me, con l’opera di sensibilizzazione degli
abitanti dell’Isola, categoria per categoria, nonché degli insegnanti e
delle scolaresche (queste ultime formate da panteschi che saranno i
cittadini di domani).
Non posso però non manifestare la mia sorpresa per il
fatto che le delibere della Giunta n.418 del 26/10/2001 e n.80 del
28/11/2001 del Consiglio Comunale, frutto dell’assidua e meritoria opera
del Segretario Generale e dei Consiglieri, siano rimaste “lettera morta” e
non abbiano ancora oggi avuto alcun seguito. La meraviglia nasce dal fatto
che , subito dopo la mia elezione ho preso i necessari contatti sia con
l’Assessorato Regionale al Territorio che con il Ministero dell’Ambiente.
Recatomi in visita nell’Ufficio del Direttore Regionale, Dott.Nino Scimemi,
sono stato accompagnato da quest’ultimo negli uffici competenti, dove ho
conferito con i Funzionari del Settore (Dott.Caruso e Dott.Panzica).
Costoro avevano notizie circa volontà volte alla costituzione del Parco
marino di Pantelleria, ma mi fecero presente che nessuna procedura poteva
essere iniziata, nessuna pratica poteva essere aperta se non perveniva la
deliberazione dell’Ente locale. Manifestavo loro la mia meraviglia, dato
che ero stato messo a conoscenza da Walter Pane delle deliberazioni
dell’Amministrazione comunale. Il Dott.Panzica si premurò di telefonare
davanti a me al Dott.Stefano Donati, addetto alla Segreteria Tecnica delle
Aree Marine Protette presso il Ministero dell’Ambiente. Ma il Dott.Donati,
al quale poi parlai io stesso, dichiarò la stessa cosa. Lo stesso mi disse
anche che era a conoscenza degli accertamenti effettuati dal Prof.Bianchi,
mi dichiarò di essere rimasto bene impressionato della meritevolezza del
mare di Pantelleria alla tutela, avendo partecipato al Convegno. Mi ha
detto pure che il Direttore che era venuto per il Convegno non era più in
servizio e che sarebbe stato quantomai opportuno, dopo che si fosse
avviata la pratica, di prendere un contatto diretto con il nuovo
Direttore.
In poche parole si è perduto più di un anno di tempo, in
attesa che il Comune di Pantelleria trasmettesse le deliberazioni al
Ministero, dando così inizio al procedimento. Occorre quindi che
l’Associazione svolga la sua essenziale attività per indurre
l’Amministrazione comunale a dare un seguito alle delibere, trasmettendole
al Ministero dell’Ambiente. Ne ho parlato con il Prof. Franco Bianchi, il
quale nel luglio scorso ha trasmesso al Comitato Scientifico un
particolareggiato pro-memoria con la indicazione delle attività che il
Comune doveva intraprendere subito dopo l’invio delle deliberazioni. Del
promemoria di Bianchi se ne fa cenno nella relazione del Dott.Cantoni.
Occorre certamente incentrare in questo momento l’azione
facendo le dovute pressioni sul Comune di Pantelleria affinché:
1. Trasmetta le delibere al Ministero, dando così
inizio al procedimento.
2. Prenda contatti con la Provincia Regionale e con la
Regione e con l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, e
naturalmente con il Ministero dell’Ambiente, al fine di pervenire alla
stipula della convenzione.
Naturalmente l’Associazione può svolgere l’attività
collaterale e di supporto necessaria al raggiungimento degli obbiettivi. Se si potesse realizzare un minimo di intesa in seno
alla Associazione, ci si potrebbe mettere a lavorare e portare avanti i
programmi, anziché esiliarsi dietro le proprie idee o preconcetti.
Nel frattempo si potrebbero sottoporre ai Soci, in previsione di una
Assemblea Straordinaria, le diverse ipotesi di modifica dello Statuto
nell’interesse superiore dell’Associazione, mettendo da parte i nostri
individualismi.
Sono sicuro che se tesaurizzassimo le nostre consonanze ed esiliassimo le
nostre dissonanze renderemmo più vicino il raggiungimento della meta.
f.to Giustino Piazza
Presidente pro tempore
dell' ASSOCIAZIONE COMITATO PRO PARCO MARINO DI PANTELLERIA
90139 Palermo Via Villaermosa n.18
Tel.+390916118843 Fax 091588204
E-mail:piazza.moscone@tin.it
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